Quando si parla di salute mentale sul lavoro, prima o poi arriva sempre la stessa domanda: di chi è la responsabilità?
Per il Forum GSA Ticino, la risposta è chiara: la responsabilità è condivisa. Non perché sia generica, ma perché riguarda due dimensioni complementari. Da un lato c’è la persona, con la sua capacità di riconoscere i propri segnali, prendersi cura delle proprie risorse e chiedere aiuto quando serve. Dall’altro c’è l’organizzazione, con la responsabilità di creare condizioni di lavoro sane, sostenibili e attente al benessere. Le due dimensioni non si escludono, si rafforzano.
Chi guida un’azienda può fare molto per creare le condizioni del benessere: definire ruoli chiari, rendere sostenibili i carichi di lavoro, favorire relazioni di qualità, costruire un clima in cui le persone possano parlare senza timore e adottare uno stile di conduzione capace di ascoltare, orientare e sostenere.
Sono azioni concrete di Gestione della Salute in Azienda. Non appartengono alla teoria, ma alla vita quotidiana delle organizzazioni. Incidono sul modo in cui le persone entrano al lavoro, collaborano, affrontano la pressione, vivono i conflitti e riescono a mantenere equilibrio nel tempo.
Anche la responsabilità individuale è fondamentale. Ogni persona può imparare a riconoscere i propri segnali di affaticamento, stress o disagio. Può curare le proprie risorse, proteggere i momenti di recupero, cercare confronto e chiedere sostegno prima che una difficoltà diventi troppo pesante.
Ma anche qui l’azienda ha un ruolo decisivo: rendere normale, legittimo e sicuro il gesto di chiedere aiuto.
I dati lo confermano: il 60% delle persone ritiene importante prendersi cura della propria salute mentale, ma solo il 49% sa come farlo concretamente. Questo significa che la responsabilità individuale non può essere semplicemente dichiarata. Deve essere accompagnata, sostenuta e resa praticabile.
La stessa impostazione trova conferma nelle istituzioni internazionali. Le linee guida dell’OMS sulla salute mentale al lavoro indicano tre aree di intervento complementari: agire sull’organizzazione, formare chi ha responsabilità dirigenziali e sostenere le persone. La posta in gioco è alta: secondo l’OMS, circa il 15% degli adulti in età lavorativa convive con un disturbo mentale, mentre depressione e ansia costano all’economia globale circa 1.000 miliardi di dollari all’anno in produttività persa.
È la stessa visione che anima il Forum GSA Ticino. La nostra idea di Gestione della Salute in Azienda non chiede di scegliere tra organizzazione e individuo. Li tiene insieme. Lavoriamo sulla leva culturale, cioè sul modo in cui un’azienda pensa, nomina e affronta la salute. E lavoriamo sulla leva operativa, perché il benessere non resti un principio dichiarato, ma diventi una pratica quotidiana: osservabile, misurabile, migliorabile.
La salute mentale in azienda non si costruisce scaricando la responsabilità su qualcun altro. Si costruisce creando un patto più maturo tra persone e organizzazioni. Perché la responsabilità, in fondo, non è un peso da passare di mano. È qualcosa che si porta meglio insieme.